Giochi di Musica in movimento

Dentro ai giochi cantati ci sono le risposte ad una serie di esigenze infantili: nursing papers essi sono un’esperienza che si compie in gruppo; permettono di agire in sintonia con gli altri come di prendere iniziative; offrono la possibilità di esporsi, di saggiare capacità o possibilità melodiche o di movimento, di affrontare in una situazione protetta emozioni e paure; è anche attraverso il gioco che i ragazzi affinano capacità di opposizione e di cooperazione.

Nei giochi più semplici, adatti ai più piccoli, le relazioni fra pari sono ridotte e prevale il rapporto fra adulti e bambino. La forma più comune in questi casi è il cerchio, cioè una situazione relazionale che consente di vedere gli altri, di essere accanto a qualcuno e di tenere sempre un contatto costante con i punti di riferimento.

Man mano che aumenta la complessità anche i giochi cantati presentano situazioni sociali varie anche se rispetto agli altri giochi infantili di gruppo non portano alle estreme conseguenze la competizione o le alleanze tra gruppi. Giocare cantando comporta di solito atti che valorizzano il sentimento di essere parte di un gruppo.

Il linguaggio

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è utilizzato in funzione musicale, dunque ritmico-poetico, ed è

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un linguaggio semplice ed immediato; i temi recitati sono di solito antichi, legati spesso alla cultura popolare, e sono trasmessi per tradizione orale dando vita a versioni diverse dello stesso canto.

Di solito i testi sono semplici, composti da poche strofe; quando c’è una storia più lunga spesso appare il discorso diretto.
Questi giochi di solito si arricchiscono di sfumature mimiche e non verbali che consentono al bambino di decentrarsi, come nel teatro di agire ‘come se’ e di affrontare una serie di occasioni emotive e comunicative.

Il valore musicale e motorio sta nel fatto che ai bambini sono richiesti movimenti ritmici e ginnici senza essere per questo ginnastica o danza. Il ritmo proviene dal movimento e può essere meglio assimilato quando il corpo partecipa dell’andamento musicale. Possiamo trovare tre diversi tipi di movimento: coreutico, cioè il movimento che ciascuno deve fare per assumere una certa figurazione in sincronia con il gruppo; ritmico, cioè relativo al rapporto tra movimento e musica; fisico, cioè l’uso di una certa destrezza nell’equilibrio, nel salto, nel rotolamento, etc.

Il Laboratorio musicale

Le motivazioni pedagogiche alla base del Laboratorio sono non solo la formazione globale della personalità del bambino, il suo coinvolgimento attivo, ma anche le possibilità di collegamenti con altre attività, che siano più specificatamente motorie, espressive o cognitive, in modo che sia possibile costruire itinerari di lavoro congruenti in cui le varie esperienze siano collegate da un sostegno specificatamente sonoro.

Obiettivi

A titolo esemplificativo, comunque, si possono indicare alcuni obiettivi educativi possibili, che saranno poi opportunamente scelti dopo un���analisi attenta della realtà in cui si opererà, dell’età dei bambini, ecc. :

  1. Obiettivi cognitivi : “capire” il suono e la musica; saper operare discriminazioni sonore; saper produrre piccole sequenze musicali, sulla base di logiche scelte del materiale sonoro…
  2. Obiettivi affettivi: acquisire comportamenti aperti alla collaborazione (socializzazione); saper accettare un valore ( messaggio emotivo); autocontrollo e disciplina nell’ascolto…
  3. Obiettivi psicomotori: avviare un’interazione tra suono e movimento; sollecitare comportamenti di comunicazione non verbale, come uso armonico del gesto e del mimo; saper impugnare e suonare strumenti a percussione; saper riprodurre suoni con la voce, canti …

Orientamenti pratici
Educazione alla musica e al movimento

  • Ogni persona è per sua natura musicale. Non esistono persone nate stonate, aritmiche, amusicali, esistono persone la cui musicalità è stata trascurata.
  • L’educazione alla musica e al movimento non si riduce alla didattica della tecnica e delle nozioni musicali ma ha una funzione formativa nella crescita personale di ciascuno.
  • La musica è fatta per le persone, non le persone per la musica.
  • La musica va intesa in senso ampio, comprendendo tutti i suoni e i rumori.
  • Ogni bambino fin dalla nascita è impegnato in un lavoro di scoperta delle proprie capacità, di ricerca dei suoni e dei rumori di sè e del mondo circostante, dei movimenti.
  • Ogni bambino sviluppa nei suoi primi anni un ricco repertorio motorio: marcia, salto, galoppo, rotolarsi, lanciare…Questo repertorio spontaneo fornisce la base per l’educazione alla musica e al movimento.
  • L’adulto deve saper cogliere le manifestazioni e le proposte di ciascuno e servirsene per lavorare con il gruppo.
  • Inerente alla musica c’è il ritmo; il ritmo è un principio organizzativo del tempo e dello spazio.
  • Tramite i movimenti corporei si scoprono in modo naturale gli elementi del ritmo musicale: la pulsazione, l���accento, il battere e il levare, la pausa….
  • Una musica elementare non richiede lunghi studi prima di poter suonare: si possono usare le mani, gli oggetti, la voce, piccoli strumenti a percussione…
  • Il fare musica comporta sia una ricerca individuale sia un momento di gruppo ossia ‘musica d’insieme’. Fare musica insieme significa realizzare una forma che �� più della somma delle sue parti e nella quale ognuno trova il suo giusto spazio.
  • L’educazione alla musica e al movimento è anche un’educazione sociale. Si impara ad assumenrsi l’iniziativa, a scoprirsi, a decidere, a guidare, ad aspettare, ad osservare ed ascoltare gli altri, ad inserirsi, a rispondere, ad esprimersi…

Nel laboratorio saranno campo di attivit���������������������������������������������������������������������������� di esplorazione, conoscenza ed apprendimento i fenomeni acustici della natura e della civiltà urbana e la produzione musicale dei popoli dei differenti paesi ed epoche storiche.
Per quanto riguarda la produzione, si lavorerà sull’invenzione di storie e la loro sonorizzazione (accompagnando le sequenze con rumori e suoni relativi) o la creazione di vere e proprie colonne sonore (scegliendo musiche opportune a commentare le diverse azioni).

Metodologia

  • Partire dalla realtà sonora in cui vive il bambino
  • Fondare l’attività di scoperta sonora sulla ricerca (io e ambiente nell’ambito del rapporto uomo-suono);
  • Usare in modo attivo il suono ed il linguaggio musicale
  • Fondare l’attività sul gioco
  • Presentare ad ogni incontro proposte in modo da rendere sempre varia l’attività (orecchio, voce, ritmo, creatività, ecc.)
  • Coinvolgere nell’attività vari linguaggi (del corpo, grafico, verbale…).

Mezzi e strumenti

  • Il mondo dei suoni, del corpo e dell’ambiente (natura, città, lavoro dell’uomo, musica di paesi ed epoche diverse…)
  • Strumenti a percussione
  • Strumenti costruiti dai bambini
  • Registratore, cassette, dischi, materiale ludico (per la psicomotricità, per la grafica…)

Riassumendo…

Esplorazione-percezione

Gli obiettivi primari perseguiti sono: Educazione all’orecchio (alla scoperta dei suoni e la loro distinzione in ordine alla fonte, lontananza, vicinanza, durata, intensità, altezza e differenze timbriche ), Educazione alla voce (ampio spazio viene dato all’intonazione attraverso la ricerca di esplorazione dei diversi tipi di timbri vocali, dei diversi modelli espressivi spontanei o progettati della voce ed attraverso l’organizzazione dei giochi vocali sull’imitazione di suoni), Educazione al senso del ritmo (lo studio in forma di gioco del ritmo prevede come conseguenza naturale il movimento attraverso il quale i partecipanti riescono in modo istintivo a percepire e riprodurre fenomeni musicali).

Produzione

L’attività svolta con la fascia d’età 4-8 anni si orienta su un lavoro di improvvisazione.
Solo con la fascia 9-12 anni l’attività si basa su alcuni elementi di teoria, scrittura e lettura musicale, ritmica e melodica che si affiancano ad un lavoro sulla creatività compositiva dei ragazzi.

Gli obiettivi specifici sono: sviluppo della creatività musicale e sviluppo delle capacità d’interpretazione (corporea, grafico-pittorica, simbolica, verbale) dei suoni e della musica.

Ascolto

L’obiettivo è lo sviluppo delle capacità di ascolto, interpretazione e analisi di brani musicali di differente matrice (spot pubblicitari, colonne sonore, cerimonie…), di differenti epoche e stili e di diversi popoli.
Questa attività si può per esempio ben collegare con quella degli audiovisivi o con quella teatrale o motoria.



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